Parità: dal 2027 più tutele contro le discriminazioni

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29 Aprile 2026, di Anna Fabi – PMI.it

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto che recepisce in Italia le Direttive UE 2024/1499 e 2024/1500 sulla parità, istituendo dal 2027 una nuova autorità indipendente chiamata a riunire funzioni oggi distribuite tra presidi diversi. Avrà competenze su discriminazioni, pari opportunità, lavoro, sicurezza sociale, beni e servizi. Per imprese e lavoratori la novità riguarda soprattutto il rafforzamento dell’interlocutore pubblico chiamato ad assistere le vittime, a raccogliere dati, formulare raccomandazioni e intervenire nei procedimenti giudiziari.

Le funzioni dell’Autorità di Parità contro le discriminazioni

L’Organismo sarà composto da cinque membri, un presidente e quattro componenti nominati dai Presidenti di Camera e Senato. Prima designazione entro il 31 dicembre 2026, con insediamento dal 1° gennaio 2027. Il mandato durerà sette anni senza rinnovo, con incompatibilità per tutelare indipendenza e imparzialità.

Il nuovo Organismo avrà autonomia regolamentare, organizzativa, contabile e finanziaria e dal 1° gennaio 2027 subentrerà al consigliere/a nazionale di parità e alle funzioni oggi riconducibili all’Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica. La sede sarà a Roma.

Le funzioni assegnate all’Organismo riguardano l’intera filiera della tutela antidiscriminatoria, dalla prevenzione all’assistenza alle persone coinvolte. Tra le attività previste:

  • assistenza alle vittime nei casi di discriminazione e orientamento verso gli strumenti di tutela disponibili;
  • risoluzione alternativa delle controversie e attività di mediazione gratuita per il ricorrente;
  • accertamenti e pareri sulle violazioni, con raccomandazioni rivolte ai soggetti coinvolti;
  • intervento nei procedimenti giudiziari e possibilità di presentare osservazioni nei casi di discriminazione;
  • raccolta dati e relazioni periodiche sullo stato della parità di trattamento e delle discriminazioni.

Gli ambiti delle tutele per la parità di trattamento

Il decreto copre un raggio ampio di parità di trattamento. La Direttiva 2024/1499 riguarda le discriminazioni legate a razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età e orientamento sessuale, oltre alla parità di genere nella sicurezza sociale e nell’accesso a beni e servizi. La Direttiva 2024/1500 si concentra invece sulla parità tra donne e uomini in materia di occupazione e impiego, collegandosi al percorso europeo già intrapreso sulla trasparenza salariale per il contrasto al gender pay gap.

Nel lavoro, la nuova autorità potrà incidere anche sui casi di parità salariale e sulle discriminazioni collegate a carriera, accesso all’occupazione, condizioni professionali e trattamento tra uomini e donne. Per le imprese, il tema si intreccia con la qualità dei dati interni, con le procedure di segnalazione e con la capacità di documentare criteri neutrali nelle decisioni su personale e retribuzioni.